La Chiave Orgonica

Alla scoperta delle verità nascoste

Elton John e i messaggi omosessuali nascosti in “Rocket Man”

Pubblicato in Controllo delle masse / Messaggi subliminali
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Elton-John-in-1977-012

Elton John, cantautore britannico di enorme successo e nota icona del movimento gay: se si va a leggere la sua pagina wikipedia non si hanno dubbi che la sua vita sia equamente divisa tra queste due passioni. Pur dichiarandosi inizialmente bisessuale, dopo il divorzio dalla moglie è stato chiaro il suo unico orientamento sessuale, sfociato con un matrimonio col suo compagno nel 2005. La sua carriera musicale è invece iniziata da giovane, inizialmente con brani poco conosciuti al grande pubblico, salvo poi esplodere nel 1972 con “Rocket Man“.

La canzone in sé non è niente di che, il ritmo è lento e scialbo e il testo banale, fantasioso e sempliciotto, eppure le vendite hanno superato ogni aspettativa. Che ci sia stato di mezzo lo zampino della lobby gay per piazzare nel mondo della musica popolare un artista che potesse, già dai primi anni Settanta, gettare il seme dell’omosessualità indotta? Analizzando bene il testo pare proprio di sì. NOTA: se non siete esperti di messaggi subliminali NON ascoltate il brano prima di aver completato la lettura di questo articolo, o potrebbe influenzare anche voi.

ROCKET MAN

She packed my bags last night pre flight
Zero hour nine a.m.
And I’m gonna be high, as a kite by then
I miss the earth so much, I miss my wife
It’s lonely out in space
On such a timeless flight

RIT. (X2)
And I think it’s gonna be a long long time
Till touch down brings me round again to find
I’m not the man they think I am at home
Oh no, no, no, I’m a rocket man
Rocket man burning out his fuse up here alone

Mars ain’t the kind of place to raise your kids
In fact it’s cold as hell
And there’s no one there to raise them if you didn’t
And all this science, I don’t understand
It’s just my job, five days a week
A rocket man, a rocket man

RIT. (X2)

Now, I think it’s gonna be a long long time
And I think it’s gonna be a long long time (X3)

Già dal titolo, Rocket Man ovverosia “Uomo Razzo”, si intuisce che l’autore voleva fare riferimento all’organo genitale maschile in erezione. Il primo paragrafo, proprio all’inizio recita “She packed my bags”, lei mi ha fatto le valigie: ricorda la donna che caccia di casa l’uomo, la perdita della virilità maschile, il conseguente divorzio. “I’m gonna be high”, sto per essere alto, è un nuovo riferimento all’erezione. “It’s lonely out in space”, si riferisce alla solitudine dell’uomo gay degli anni Settanta che raramente faceva coming out.

Lo stesso riferimento si ha nel ritornello: “And I think it’s gonna be a long long time”, cioè la comunità gay ha ancora bisogno di molto tempo prima di esporsi. “Till touch down” pare riferirsi ad un atterraggio su un pianeta, ma letteralmente significa “toccare giù”, che richiama l’atto del palpeggiamento. “I’m not the man they think I am at home”: non sono l’uomo maschio (virile) che credono che io sia a casa, bensì un gay. Il paragrafo successivo è un’allegoria che denuncia quanto sia difficile per un omosessuale, che all’epoca veniva visto come un marziano, crescere un figlio. Curioso che qualche decennio dopo lo stesso Elton John e compagno avranno due figli da una donna surrogata.

Come ho scritto anche altrove, io non ho nulla contro i gay e non sono omofoba. Non sopporto semplicemente l’omosessualità indotta, ancor meno dove c’è di mezzo lo zampino del NWO per gayizzare la gente con lo scopo di ridurre la popolazione mondiale. Gli anni Settanta sono stati un vero e proprio banco di prova per i messaggi subliminali gender: come non ricordare “Funkytown”?

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Autore:

Appassionata da tutto ciò che è misterioso e criptato fin da ragazzina quando scoprì l'esistenza dei messaggi subliminali nelle canzoni dei suoi amati Beatles. Ad oggi ha portato a termine diverse indagini smascherando i significati occulti nascosti dietro a semplici parole. E' anche naturopata e urinoterapeuta per passione da diversi anni.

Commenti

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  • Christian

    ma della bisessualità indotta ne vogliamo parlare? solo le persone consenzienti dovrebbero essere oggetto di induzione, altrimenti basare la soddisfazione del fabbisogno di “pane” per non parlarne come motivo di promozioni peofessionali, ma noscosto dalle solite diciture “sei bravo, hai dato tanto e ti meriti una promozione” non rappresenta un criterio meritocratico ….. la bisessulità/omosessualità indotta non è un problema, se consenzienti, nella vita privata, ma non è meritocratico e a rigor di legge a livello professionale 🙂

    by Anche i Ricchi piangono 🙂